Emma

C’è il cielo. Che cerco sempre di vedere luminoso al di là del meteo.

Nel 1997 ho aperto per la prima volta gli occhi, e non ho idea di cosa possa aver pensato. Col tempo, per fortuna, ho iniziato a capire cosa mi piace e cosa no. Tipo i numeri: li so usare ma non ci vado molto d’accordo. Avrei voluto fare il liceo artistico o classico, ma sono finita allo scientifico. Perché dicevano che preparava a tutto. “Ma a tutto cosa?” chiederei oggi. Dopo, non sapendo cosa fare e nemmeno cosa fosse, mi sono iscritta all’università di design. È stato divertente, credo sia per questo che ho deciso di farlo per più tempo possibile. Ovviamente, appena terminati gli studi, ho capito che lavorarci è tutta un'altra cosa. Così ho sempre condito il percorso con corsi qua e là: uno di arte e fotografia, uno di antropologia applicata al design, uno sulla storia del cinema italiano, uno su come si fanno i documentari, e adesso uno su come si impara a imparare creativamente. Chissà quale sarà il prossimo.

Colleziono La Pimpa, perché vorrei essere come lei: un'entusiasta e curiosa amica del mondo. Amo la musica soul, funk, jazz, hip-hop, R&B, MPB, bossanova, samba, tant'è che ogni tanto faccio anche la dj. Ho una fascinazione profonda per ciò che la natura trasforma nel corso di migliaia di anni. Mi piacciono i dinosauri, e ho scoperto che le galline lo sono.

Ho più libri che vestiti, infatti ogni trasloco mi faccio male alla schiena perché, letteralmente, la cultura pesa. Le parole pesano. Ma mi piace usarle con leggerezza: quella che mi solleva quando il mondo intorno non va nel migliore dei modi, così che la mente possa sempre respirare. Senza ossigeno, non pensa bene.

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  • Visual Design
  • Communication Design
  • Content Writing
  • Videomaking
  • Curatela
  • Educazione
  • I sogni si spiegano da soli — Ursula K. Le Guin
  • Noites tropicais — Nelson Motta
  • Futuro ancestral — Ailton Krenak
  • Agata e la pietra nera — Ursula K. Le Guin
  • Il bar sotto il mare — Stefano Benni
  • Una sera tra amici a Jinbocho — Satoshi Yagisawa
  • Na ponta da lingua — Caetano W. Galindo

E scopriamo se possiamo lavorare insieme. O parlare di cose che ci piacciono, di idee che ancora devono prendere forma, di sogni ir-realizzabili.

ciaoemma@mailbox.org